Domenica 8 Aprile: Santa Pasqua
Santa Pasqua di Nostro Signore Gesù Cristo. Un giorno all’insegna della gioia. La festa era già iniziata con la celebrazione della veglia di Pasqua sabato sera, iniziata alle ore 22,30. Essa si è aperta con la benedizione del fuoco, con cui è stato acceso il cero pasquale, immagine della luce di Cristo. La messa, ravvivata da numerosi canti e letture, ha visto la partecipazione di tantissimi fedeli, compresi i bambini. L’eucaristia è stata seguita da un momento di scambio di auguri di santa Pasqua e da canti di gioia, tutti con sfondo pasquale in ricordo della vittoria del Signore sulla morte, fino alle 3,30. La mattina l’appuntamento era per la messa del giorno, alle ore 10,00.

Terminata la celebrazione ci siamo recati tutti all’esterno della chiesa dove ci attendevano tre tavoli banditi di cibi pasquali, portati dai parrocchiani per la consueta benedizione di Pasqua. Il tempo ci ha giocato però un brutto scherzo: infatti già dalla mattinata il cielo si era riempito di nuvole grigie, ma non dava segni di pioggia. Invece, non appena usciti dalla chiesa, ha iniziato a sgocciolare e abbiamo appena fatto in tempo a benedire le pietanze che subito ha cominciato a diluviare. E così ha continuato per tutto il pomeriggio, pomeriggio che la maggior parte di noi ha passato con le proprie famiglie. Solamente in tre (Io, Luca e Veronica), che avevamo già salutato tutte le parentele, ci siamo ritrovati verso le 16,30 a giocare a calcio con Ruben, Massimiliano e Alessandro Verdolini in un luogo riparato. Ma la giornata non era ancora finita: verso le 18 ci siamo ritrovati a cantare il vespro e in processione abbiamo portato, nel cimitero, l’annuncio della risurrezione di Cristo ai nostri morti.
Lunedì dell’Angelo (10 aprile)
Anche oggi, lunedì 9 aprile, abbiamo fatto festa nella gioia di Pasqua, passando tutta la giornata insieme. Il primo appuntamento, come al solito per le giornate di festa, è la messa delle ore 10,00. In questa giornata si ricorda l’annuncio della risurrezione di Gesù che l’angelo dà alle donne che erano andate per ungere il corpo. Inoltre, proprio perché è il giorno dopo Pasqua si ricorda anche il battesimo di ogni fedele. Per questo ci siamo ritrovati a passare tutta la giornata introno alla chiesa dove si è stati battezzati. Per rendere ancora più grande la festa abbiamo anche avuto la gioia di accogliere nella Chiesa una nuova sorella cinese, Chai, di 14 anni, che è stata battezzata in questo giorno al termine dell’eucaristia. Le sono stati dati due nomi: uno cinese (Hai Xing) e uno italiano (Maristella, che deriva proprio dalla traduzione dal cinese “Stella del Mare”). Terminata la messa alcuni ragazzi hanno incominciato a sistemare i tavoli dove poter mangiare, altri si sono dati al gioco nel campo da calcio. Verso mezzogiorno tutti si sono riuniti in gruppetti, divisi nella maggior parte per famiglie, e si è consumato il pranzo, condividendo le varie pietanze anche con gli altri tavoli. Il pranzo è stato seguito da altri momenti di gioco, divisi tra ragazzi e bambini: chi ha organizzato partite a nascondino, chi a stregone, chi si è sfidato a basket.

Alle 3,30 ci siamo ritrovati tutti, piccoli e grandi, nella sala parrocchiale dove abbiamo incominciato un incontro con Don Lanfranco. Abbiamo cominciato facendo tre canti: uno cinese, uno italiano e uno albanese. Sono stati poi presentati le 9 persone cinesi che la notte di Pasqua in duomo a Rimini hanno ricevuto il battesimo. Si è anche parlato della giornata Nazionale dei Cattolici cinesi, appuntamento annuale a cui non si può mancare e che si terrà a Prato il 5-6 maggio. Arrivato Giorgio, ha incominciato a parlare della realtà nella quale è inserito: il suo servizio, all’interno della Papa Giovanni XXIII, con i carcerati. Si tratta di un’attività che può essere la soluzione ai tanti problemi che oggi sussistono nelle carceri italiani, a cominciare dal problema del numero dei detenuti all’indice di recidiva (che oggi si aggira intorno al 70%). Giorgio ha spiegato come è nata la sua missione, come ha dovuto affrontare le sue paure e i rischi con queste persone che hanno perso tutto nella loro vita. Durante l’intervento ha parlato anche un ragazzo, Benedetto, che, superato il carcere, oggi lavora con Giorgio, nella “Casa della Madonna del perdono”, la casa dove accolgono i ragazzi carcerati. La vita con questi ragazzi, dice Giorgio, permette anche di capire molto meglio il Vangelo, in particolare la parola perdono e misericordia. La giornata è stata conclusa rendendo grazie al Signore nella celebrazione dei vespri.
Simo